Il fitocomplesso della canapa

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Il fitocomplesso della canapa

Cos’è il fitocomplesso della canapa?

Il fitocomplesso rappresenta l’insieme delle proprietà di una pianta ed è determinato dalla naturale combinazione delle sostanze chimiche presenti all’interno della pianta stessa, nella canapa troviamo cannabinoidi, terpeni e altro ancora.
L’interazione naturale tra i principi attivi presenti in un fitocomplesso fa si che l’insieme degli agenti che lo compongono abbia un efficacia e un azione maggiore rispetto a quella degli elementi stessi se presi singolarmente.

Si definisce fitocomplesso l’insieme di tutte le “droghe vegetali”, i principi attivi e gli altri componenti, tutti ugualmente importanti, che contribuiscono a determinare l’attività e le proprietà terapeutiche della pianta.

Il fitocomplesso della cannabis

La Cannabis, o canapa,  è una pianta che accompagna l’uomo da circa 10.000 anni ed è riconosciuta per la sua enorme duttilità.
Sin dai tempi del Neolitico veniva utilizzata come fonte di fibra, di alimento e di medicina, ed ha rappresentato una preziosa merce di scambio per millenni, accompagnando l’Uomo nella conquista dell’intero pianeta.

La Cannabis è una pianta ricca di “droghe vegetali”, ovvero principi attivi che possono essere impiegati a scopo terapeutico.

La Cannabis produce un gran numero di metaboliti secondari (quasi 750 attualmente), più di 100 appartengono alla famiglia dei cannabinoidi, ed un centinaio sono i terpeni che costituiscono nel loro insieme l’odore o olio essenziale di tale pianta.
Oltre a questi due gruppi di composti sono stati individuati alcani, composti azotati, flavonoidi, amminoacidi e proteine, glicoproteine, enzimi, zuccheri e composti relativi, alcoli, chetoni, acidi semplici e acidi grassi, esteri e lattoni, steroidi, fenoli, vitamine e pigmenti.

Le maggiori proprietà della cannabis risiedono proprio nel suo fitocomplesso definito come «effetto entourage».
Con questo termine, coniato nel 1999 dal ricercatore israeliano Raphael Mechoulam, si vuole evidenziare come i composti secondari nella cannabis (ad esempio i terpeni) possono aumentare gli effetti benefici degli altri cannabinoidi presenti.

Il fitocomplesso permette a tutte le molecole che compongono la pianta di agire in combinazione tra loro per funzionare molto meglio dal punto di vista medicinale.
È stato anche dimostrato come decine di cannabinoidi, chetoni, esteri, lattoni, alcoli, acidi grassi, steroidi e terpeni (questi ultimi sono gli “ingredienti” che apportano odore e sapore ai vegetali) forniscono un grande potenziale terapeutico solo quando lavorano insieme e non quando lo fanno singolarmente.
Tuttavia, non sempre agiscono tutti contemporaneamente, ma cambiano in base alle diverse combinazioni.

Sempre più interesse terapeutico è suscitato dal CBD, uno dei cannabinoidi più conosciuti. Proprio per l’effetto entourage la valenza terapeutica di questo cannabinoide risulta maggiore laddove assunto in estratti, come quelli presenti nel nostro negozio, in cui non si è puntato solo alla concentrazione di questa molecola ma si è cercato di trattare al meglio ogni altro fitocomplesso.

Fonte: purexis

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