CBD 30% e oltre: la guerra dei numeri

CBD 30%

CBD 30% e oltre: la guerra dei numeri

Sono sempre reali le percentuali di CBD dichiarate?

Il “boom” della canapa ha attratto tantissimi investitori, persone affascinate da questo settore in crescita che, magari senza alcuna esperienza, hanno deciso di coltivare o importare e rivendere fiori di canapa, creando un mercato con una sempre più ampia disponibilità di prodotti. Se, da un lato, questo è un bene, perché permette di avere maggiore scelta, dall’altro diventa sempre più difficile selezionare prodotti di qualità e individuare produttori seri.

Sul mercato è possibile trovare infiorescenze di canapa dai diversi sentori e con i più svariati valori di CBD, anche altissimi e… troppo belli per essere veri. Capire se un prodotto è valido o meno non è così semplice, soprattutto da parte di fruitori non sempre esperti, e gli escamotage a cui ricorrono i produttori di infiorescenze (e non solo) sono molteplici. Per far sembrare più profumato un fiore, che ha perso parte dei suoi sentori a causa di processi di essiccazione e concia troppo frettolosi o a causa della bassa qualità dello stesso, possono venire aggiunti terpeni (ovvero degli “aromi”), che, però, tendono a conferire alle infiorescenze un non so che di “chimico”. Senza contare che, non dichiarando quali siano i prodotti utilizzati, non si può avere un controllo sulla qualità degli stessi. Altre volte, per rendere un prodotto commercialmente più “appetibile”, vengono dichiarati valori di CBD ben lontani dal reale. Soprattutto sul contenuto di CBD c’è molta speculazione e, per questo motivo, ci teniamo a precisare che i valori di THC e CBD nella canapa sono sempre correlati, al salire dell’uno cresce anche l’altro.

Rapporto tra CBD e THC

Uno dei rapporti migliori raggiungibili con le piante di canapa industriale, di solito, è di 1:25, ovvero un’infiorescenza che contiene un 1% di THC, può arrivare al massimo ad un 25% di CBD. In rare occasioni ci è capitato di imbatterci in infiorescenze con un rapporto prossimo all’1:40, mai rapporti migliori. Poiché sappiamo che la canapa industriale (o la cosiddetta “canapa light”) deve avere per legge un THC < 0,5%, ovviamente i valori di CBD si dimezzeranno, non superando il 20%. Per fiori in cui il THC sarà < 0,2%, per lo stesso rapporto, il CBD non supererà l’8%.

C’è anche da considerare il limite massimo di resina che la pianta è in grado di produrre. Pensate che, in aggiunta al CBD e al THC, la pianta produce, sebbene in percentuali anche minime, più di 100 cannabinoidi, oltre che terpeni e flavonoidi. Quando si parla di CBD (o THC) al 20%, significa che il 20% del peso del fiore sarà composto da CBD e, oltre al CBD, ci sono tutti gli altri elementi sopra menzionati…

Come ottenere CBD ad alte percentuali

Ma allora perché sul mercato troviamo tanti prodotti con il 25, il 30% e oltre di CBD dichiarato? Noi abbiamo trovato quattro possibili risposte:

  1. Motivi di marketing: per rendere più “appetibile” un prodotto e massimizzare le vendite, i produttori di canapa light dichiarano in etichetta valori più alti del reale.
  2. Analisi parziale del THC: il THC totale è dato dalla somma del THC neutro e dell’87% circa della sua componente acida (THCa). Alcuni laboratori riportano solo la componente neutra, che in percentuale è quasi sempre molto più bassa del THCa. Così facendo, il CBD potrebbe risultare più elevato, ovviamente essendo anche più alto il THC totale, valore che risulterebbe però sconosciuto a chi acquista.
  3. CBD aggiunto: le infiorescenze sono state “spruzzate” con del CBD. C’è da chiedersi, però, se il CBD sia stato aggiunto solo sul campione mandato in analisi o su tutto il raccolto e, visti i costi del CBD puro, dubitiamo fortemente che sia la seconda. In ogni caso, non si consuma più un prodotto naturale.
  4. Analisi ritoccate a computer: ci è capitato, purtroppo più volte, di imbatterci in analisi modificate, che dichiaravano valori di cannabinoidi poco verosimili, talune anche con valori di CBD e THC totali di assoluta fantasia, sicuramente non derivanti da analisi fatte in laboratori specializzati.

Noi di Semi Ami ci teniamo alla qualità. Proponiamo solo ed esclusivamente fiori che ci colpiscono per le loro caratteristiche intrinseche: terpeni, aspetto, metodi di coltivazione e serietà del produttore sono i nostri parametri di selezione. I valori di CBD e THC che forniamo sono quelli riportati sulle analisi di laboratori certificati. Ci capita anche di vendere prodotti che in etichetta riportano numeri dettati dal marketing, ma in quel caso non nascondiamo mai le reali percentuali. Non trattiamo prodotti che abbiano subito una qualsiasi forma di sofisticazione.

La canapa è una pianta fantastica al naturale, ha solo bisogno della dovuta esperienza di chi la coltiva.

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